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Ragusa, Comiso, Vittoria, Acate

Da Ragusa, percorrendo la statale 115 per circa 17 chilometri verso nord-ovest, si giunge a Comiso (28 906 abitanti; 209 m slm; CAP 97013; prefisso tel. 0932), cittadina sulle pendici dei monti Iblei. La strada e' molto bella, soprattutto nel tratto finale, per le suggestive e ampie vedute sulla valle delI'Ippari e giu' fino alla costa.
Abitata fin dall'antichita, Comiso fu per quasi quattro secoli anni feudo della famiglia Naselli (1453-1812) e appare d'aspetto settecentesco, in seguito alla ricostruzione intrapresa dopo il terremoto del 1693.
Una ricca produzione ortofrutticola si affianca qui alla piccola industria. Importanti sono le attivita artigianali quali la lavorazione della pietra dura calcarea, molto simile al marmo, la cosiddetta pietra di Comiso, impiegata nelI'edilizia. L'edificio simbolo del comune e il castello Naselli. Di origine gotica, come dimostrano i due portali e la torre a pianta ottagonale, decorata da affreschi trecenteschi e ricavata, pare, da un precedente battistero di eta' bizantina, fu rimaneggiato nel corso del Cinquecento, epoca a cui risale il maschio angolare. Sulla piazza del municipio sorge la fontana di Diana, la quale raccoglie, per mezzo di un bacino, le acque che andavano ad alimentare delle terme di eta' romana (II secolo d.C.), le cui tracce si trovano sotto I'attuale municipio. Il mosaico pavimentale che rivestiva la sala e' conservato nella biblioteca comunale. Oggi altre parti dell'edificio termale e del mosaico pavimentale sono state riportate alla luce e sono visibili lungo il tratto di strada the congiunge piazza Fonte Diana a piazza delle Erbe.
In via Ippari, da visitare e la chiesa di San Francesco di origine duecentesca.
L'edificio e' stato arricchito nel 1517 della cappella Naselli, esempio significativo di architettura siciliana in cui confluiscono numerosi stili.
Interessanti sono anche la chiesa Madre, con la facciata the si innalza con doppio ordine di paraste (attualmente il campanile e' in restauro per un crollo alla sommita'), e la chiesa tardo-settecentesca della Santissima Annunciata, con I'armoniosa parte absidale e il pregevole campanile.
Proseguendo da Comiso per soli otto chilometri lungo la statale 115, giungiamo in breve a Vittoria (25 km da Ragusa; 57 259 abitanti; 168 m slm; CAP 97019; prefisso tel. 0932) lungo un percorso affascinante the si snoda tra vigneti e vecchi mulini ad acqua ora in disuso, ma che un tempo sfruttavano la corrente del fiume Ippari.
Posta sulle ultime propaggini meridionali dei monti Iblei, alla destra del fiume, Vittoria e' un grosso centro di produzione ortofrutticola, di vini e di olio. La citta' e stata fondata nel 1607 dalla contessa Vittoria Colonna e conserva quale particolarita' una struttura viaria rigidamente articolata a scacchiera. Iniziamo il nostro itinerario dalla piazza centrale, rigorosamente quadrata, dove si affacciano la settecentesca chiesa della Madonna delle Grazie (1754) e il contrapposto teatro Comunale, di gusto tipicamente neoclassico. In piazza Ferdinando Ricca troviamo poi la chiesa Madre, o di San Giovanni Battista, patrono della citta'.
Da Vittoria imbocchiamo ora una strada di secondaria importanza che ci porta nella valle del Dirillo, dove, adagiata su un altopiano, incontriamo la cittadina di Acate (34 km da Ragusa; 7640 abitanti; 199 m slm; CAP 97011; prefisso tel. 0932).
Di interesse archeologico, come altri centri del Ragusano, deriva il nome originario, Biscari, da quello dei principi the la governarono nel Seicento.
Con il XIX secolo divenne libero comune e nel 1938 assunse la denominazione attuale, legata alla presenza di pietre di agata lungo le rive del Dirillo, dai Romani chiamato Achates.
Agricoltura e serricoltura costituiscono i settori base dell'economia.
Da visitare sono la chiesa Madre, il castello, entrambi sulla piazza centrale, e la chiesa di San Vincenzo. La chiesa Madre, ricostruita in seguito ai terremoti del 1693 e del 1846 presenta solo alcuni resti dell'edificio originario, tra cui gli archi della volta del coro, parte dell'abside e del transetto. Sulla sommita' del colle, il castello dei principi di Biscari, costruito nel 1494, ma giunto ai nostri giorni nell'aspetto the ricevette durante il Settecento, si presenta in stato di parziale abbandono: degne di nota sono le robuste carceri con doppie grate. La chiesa di San Vincenzo, a tre navate e ricca di stucchi, conserva il reliquiario del santo patrono della citta', e un organo di squisita fattura. Legato al santo e il palio, the annualmente ha luogo per le vie del paese.

Fonte: Provincia Regionale di Ragusa - Settore Turismo